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Smaltimento dell’amianto con ciclo di incapsulamento Eternit

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AMIANTO O ETERNIT

Di cosa stiamo parlando?
Amianto è l’altro nome dell’Asbesto, un composto di minerali fibrosi presenti in natura (inosilicati e fillosilicati) ed altamente cancerogeni, che, se sottoposti a specifici processi idrotermali (a bassa pressione e a bassa temperatura), si tramutano in Amianto. Eternit è invece il nome commerciale dell’Amianto, detto anche Cemento-Amianto.

Dove si trova l’Amianto?
Fino agli anni ‘80 l’Amianto, o Eternit, era molto usato per la coibentazione di edifici, tetti, navi, treni, portaerei… Grazie alla sua fibrosità, veniva spesso impiegato anche nella realizzazione di tessuti d’arredo e rivestimenti anti-fuoco (per le tute dei vigili del fuoco ad esempio).

Era materiale adatto per tegole, pavimenti, tubazioni, serbatoi, cisterne, vernici, canne fumarie, automobili, corde, plastica e cartoni. L’Eternit era inoltre uno dei materiali fibrocementizi più usati in ambito edilizio.

Leggi sull’Amianto.
La prima nazione a porre l’attenzione sulla pericolosità dell’impiego di questo materiale, in relazione alla sua tossicità, fu il Regno Unito nel 1930.  Nel 1943 la Germania fu poi il primo stato a riconoscere nell’Amianto una delle cause accertate del cancro ai polmoni, ma fu solamente nel 1983 che l’Islanda decise per prima di bandirne tassativamente l’impiego.

In Italia l’utilizzo dell’Amianto, in qualsiasi ambito industriale, viene vietato solamente nel 1992, secondo la Legge n. 257.

Ad oggi sono solo 50 i paesi nel mondo in cui l’Amianto è stato ufficialmente bandito. Il problema è ancora reale e molto sentito.

SMALTIMENTO E BONIFICA DELL’AMIANTO

Una volta accertata la presenza di Amianto, occorre attivarsi velocemente per la sua bonifica, interpellando ditte specializzate dotate di autorizzazione. (Le procedure sono sancite dal Decreto Ministeriale n.257 del 1994.)

Ci si può muovere in 3 modi:

  1. RIMOZIONE
    Questo tipo di trattamento è generalmente sconsigliato a causa delle lunghe tempistiche e dei costi elevati, ma anche e soprattutto per la sua estrema pericolosità. Durante il processo di rimozione, infatti, vengono generati ingenti quantitativi di particelle pericolose, con un forte rischio di dispersione ambientale.
  2. INCAPSULAMENTO
    Questa tecnica per la bonifica dell’Amianto è la più diffusa e prevede l’applicazione di prodotti elastomerici penetranti e ricoprenti, che incorporano le fibre tossiche e creano una pellicola protettiva sulla superficie esposta. L’incapsulamento è perfetto per sanare materiali ancora in buono stato e non friabili o superfici non facilmente accessibili, migliora la resistenza del materiale trattato, è economico, non necessita di ulteriori materiali sostitutivi, non produce rifiuti da smaltire e non determina l’eventuale inagibilità dell’edificio.
  3. CONFINAMENTO
    Questo processo è attuabile solo a seguito di un precedente lavoro di incapsulamento e prevede l’installazione di un’ulteriore barriera esterna, divisoria ed isolante.

IL CICLO DI INCAPSULAMENTO AMIANTO TARGATO COLSAM

Il ciclo di incapsulamento Colsam è adatto per la bonifica dell’Amianto di tipo A – B – C e D ed è il modo più veloce e semplice per porre rimedio ad una problematica invece estremamente complessa.

Per l’Amianto di tipo A/B/C è consigliabile optare per un INCAPSULAMENTO CONSERVATIVO, in cui il manufatto in cemento-amianto rimane in loco, senza essere fisicamente rimosso.

Nel caso invece dell’Amianto di tipo D è necessario un intervento di INCAPSULAMENTO TEMPORANEO*, ossia la completa ed integrale rimozione o dismissione del materiale.  (*Il nome di questo processo non fa riferimento ai risultati ma al breve tempo necessario per le operazioni di rimozione e stoccaggio del manufatto contenente amianto).

Le Soluzioni Specifiche Colsam per lo smaltimento dell’Amianto sono pensate per garantire un processo di manutenzione e ripristino esterno degli edifici industriali, in modo semplice, sicuro e duraturo.

Una Facile applicazione e un’elevata resistenza sono garantite su varie superfici Il processo completo prevede 3 passaggi:

  1. la stesura di un PRIMER FISSATIVO penetrante, in grado di arrivare in profondità all’interno della lastra di Amianto trattata e di creare una superficie aggrappante per il prodotto successivo.
  2. l’applicazione di un PRIMER CONSOLIDANTE penetrante, che stabilizza la matrice cementizia inglobando le fibre tossiche.
  3. infine la stesura di una guaina liquida elastomerica come PROTETTIVO IMPERMEABILIZZANTE, che crea sulla superficie una pellicola impenetrabile.

RIMOZIONE AMIANTO: ESTERNI EDIFICI INDUSTRIALI

SOLUZIONI SPECIFICHE COLSAM.

Su PANNELLI PREFABBRICATI DI AMIANTO A/C

  • WHITE FIXATIVE
    Fissativo semicoprente, aggrappante per incapsulare il fibrocemento.
  • FIBROBLOCK
    Pittura incapsulante per Amianto. Prodotto certificato dall’Istituto Giordano secondo il D.M. 20-08-1999 ed idoneo per eseguire rivestimenti di tipo A, B, C.

Su PANNELLI PREFABBRICATI DI AMIANTO B

  • TITANCRIL
    Isolante fissativo acrilico.
  • FIBROBLOCK
    Pittura incapsulante per Amianto. Prodotto certificato dall’Istituto Giordano secondo il D.M. 20-08-1999 ed idoneo per eseguire rivestimenti di tipo A, B, C.

Su PANNELLI PREFABBRICATI DI AMIANTO D

  • FIBROFIX
    Vernice incapsulante per rivestimento incapsulante ausiliario di tipo D per la rimozione dell’amianto in conformità con il Decreto del Ministero della sanità del 20 agosto 1999 (G.U. del 22.10.1999) con attestato di conformità GFC Chimica del 08/11/2017.  Pronta all’uso, ideale sia per esterni sia per interni ed ideale per fibrocemento.

Una volta concluso il ciclo di incapsulamento, è sempre consigliabile predisporre un programma di controllo e manutenzione periodico delle superfici trattate. Un monitoraggio continuo permette di prevenire e/o risolvere eventuali alterazioni della copertura.

Per la bonifica e lo smaltimento dell’Amianto è anche possibile usufruire degli incentivi statali italiani grazie ai Finanziamenti Ecobonus.

Colsam per il benessere dell’ambiente ambienti e di chi lo ama.

** Può essere colorato con il sistema tintometrico Colormaker

Riferimenti normativi:

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